A.S. ROMA: OBIETTIVO STADIO SEMPRE PIÙ VICINO

In attesa dell’inaugurazione effettiva del cantiere il referente in Campidoglio spiega rischi e opportunità di un progetto unico in Italia

Intervista a Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica Roma Capitale

 

Nel 2025 dovrebbe essere presentato il progetto definitivo per il nuovo stadio della Roma. Il Comune è pronto per inaugurare il cantiere e rispettare le tempistiche di 4 anni?

“Il progetto è sicuramente complesso e ambizioso. Il gruppo di progettazione incaricato dalla AS Roma sta lavorando con la piena disponibilità degli uffici capitolini per la predisposizione del progetto definitivo e per la definizione di tutti i dettagli necessari all’approvazione definitiva. In tal senso l’Amministrazione Capitolina ha finora sempre rispettato scupolosamente la tempistica prevista per i passaggi amministrativi di propria competenza: la conferenza dei servizi preliminare, la dichiarazione di interesse pubblico, il dibattito pubblico. Si è attivata con tempismo in tutte le attività amministrative di supporto alla realizzazione dello stadio per la disponibilità delle aree e per l’avvio delle indagini preliminari da parte del proponente. In questo momento l’agenda è dettata dalla AS Roma e dai tempi necessari alla progettazione che dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2025. L’approvazione del progetto, come stabilito dalla legge, spetterà poi alla Regione Lazio. Roma Capitale crede, ovviamente, nella bontà del progetto.”

 

Questo progetto può diventare un esempio per altre amministrazioni, come Milano, per esempio?

“La caratteristica fondamentale che distingue l’intervento a Pietralata è che questa proposta riguarda aree pubbliche di proprietà di Roma Capitale. Non ci sono aree private messe a disposizione o da valorizzare. Di conseguenza non si costruisce altro che lo stadio. Senza ulteriori cubature per compensare i costi di investimento dei privati. Solo lo stadio e le opere necessarie al suo inserimento nel contesto urbano, alla mobilità, allo spazio pubblico.Un progetto che mantiene una forte regia pubblica e si inserisce in modo solito nel quadro pianificatorio e programmatorio di Roma Capitale.

Altro elemento distintivo è che a Roma si è scelto di realizzare un nuovo stadio all’interno della città, una scelta adottata in molte grandi città europee proponendo un modo diverso di fruizione dello stadio e un modello di accessibilità fortemente sbilanciato verso il trasporto pubblico. Scelta però certamente in controtendenza rispetto ad altre proposte fatte in Italia.

Ogni città ha caratteristiche e esigenze proprie che non è facile trasferire da un posto all’altro. Sicuramente le scelte fatte a Roma devono essere guardate con interesse anche da altre amministrazioni comunali.”

Quale sarà l’impatto sul quartiere di Pietralata e, più in generale, sulla città?

“Pietralata rappresenta un’area di straordinarie potenzialità e di rilevanza strategica per il futuro assetto della città di Roma. Un’area libera, di proprietà pubblica, a ridosso della città storica, con i più alti livelli di accessibilità a scala locale, metropolitana, nazionale. Servita da 3 fermate della metro B (Bologna, Stazione Tiburtina, Monti Tiburtini), 3 linee di ferrovie regionali (FL1, FL2, FL3), in prossimità della stazione Tiburtina dell’alta velocità e direttamente connessa all’aeroporto di Fiumicino. Un centro direzionale previsto già nel piano del 1962; progettato alla fine degli anni ’90 (2001 approvazione del piano particolareggiato); confermato come centralità urbana e metropolitana nel piano regolatore del 2008, e di fatto rimasto ancora in larga parte “sulla carta”.

Il progetto di Pietralata rappresenta un caso unico ed emblematico a Roma dove un pezzo di città è stato progettato sulla base di una regia pubblica, espropriando le aree e dove sono state realizzate le opere di urbanizzazione prima dello sviluppo edilizio. Dove la metropolitana è in esercizio nel 1990 e la fermata di Quintiliani è aperta nel 2003, dove Roma Capitale ha progettato e sta realizzando opere stradali e sottoservizi con un investimento di circa 100 milioni di euro.

Sarà l’occasione per dare attuazione, dopo oltre 20 anni di attesa, ad un pezzo significativo del progetto del centro direzionale, localizzando nuove funzioni e grandi attrezzature di interesse urbano e metropolitano, rafforzandone il carattere di centralità, integrando il sistema delle funzioni pubbliche con attrezzature private di rilevante attrattività.

La riqualificazione del settore di Pietralata però non si ferma allo stadio. Sono in corso altri interventi e progetti di grande rilevanza che riguardano la nuova sede dell’ISTAT, il centro di ricerche del Rome Technopole, il campus di Sapienza, la trasformazione delle aree ferroviarie della stazione Tiburtina, una molteplicità di progetti a scala di quartiere nell’ambito di progetto di strategie territoriali finanziato con fondi europei. Lo stadio può essere un tassello importante ma la trasformazione del settore di Pietralata non è solo lo stadio. Lo stadio si è già dimostrato, e lo sarà ancora più quando sarà completato, un volano per l’attivazione di interventi che avevano lasciato per decenni un “vuoto” al centro della città.”

 

Bio: Assessore all’Urbanistica. 48 anni, ingegnere elettronico ed esperto di sistemi informativi e di comunicazione, ha ricoperto l’incarico di vicecapo di Gabinetto alla Regione Lazio. Già Presidente dell’XI Municipio dal 2013 al 2016 è risultato, in occasione delle ultime elezioni amministrative per il Comune di Roma, il secondo candidato più votato nella lista del Partito Democratico. Ha lavorato come consulente aziendale e project manager per diverse aziende.

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