La sfida dell’ICSC che negli anni ha assunto un ruolo chiave nel finanziamento per lo sviluppo di infrastrutture sportive e culturali in Italia
Intervista a Beniamino Quintieri, Presidente Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A.
Presidente, come opera l’Istituto, quali sono i criteri di assegnazione dei fondi e quali tipologie di finanziamenti erogate?
“L’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A. è una banca pubblica con il mandato istituzionale di favorire lo sviluppo sostenibile del Paese attraverso lo Sport e la Cultura. Siamo leader nel finanziamento all’impiantistica sportiva grazie all’esperienza consolidata in oltre sessant’anni di attività. Dal 2014 siamo attivi nel settore culturale, con finanziamenti a sostegno degli investimenti dell’industria audiovisiva e degli interventi di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale del Paese.
Grazie ai Fondi Speciali di titolarità dello Stato in gestione presso ICSC, sia nello Sport che nella Cultura, l’Istituto è in grado di offrire finanziamenti a tassi agevolati e con la copertura fino all’80% delle relative garanzie. Siamo a supporto degli Enti Locali, degli Organismi Sportivi, delle Università e degli Enti Religiosi per fornire il sostegno economico necessario a due settori che rappresentano leve fondamentali per la crescita dell’economia.
I nostri finanziamenti a tasso d’interesse completamente abbattuto hanno permesso a numerosi comuni italiani di investire nell’impiantistica pubblica per dotare i territori di strutture moderne e all’avanguardia e a disposizione delle comunità.”
Gli ultimi dati sul bilancio dell’Istituto sono positivi, quale il segreto di questa crescita?
“L’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A è il punto di riferimento per chi intende investire attraverso finanziamenti agevolati nei settori dello Sport e della Cultura. In un periodo di forte contrazione dei tassi d’interesse, ICSC si è mosso in maniera anticiclica sul mercato divenendo il partner di riferimento degli Enti Territoriali ma anche degli Organismi Sportivi e del No Profit.
Non bisogna dimenticare che in Italia oltre il 70% degli impianti sportivi è di proprietà pubblica: lavorare con i comuni, le province, le città metropolitane e le regioni è di fondamentale importanza per favorire gli interventi di riqualificazione e di ristrutturazione. Siamo il partner ideale perché offriamo finanziamenti a tasso d’interesse completamente abbattuti grazie al nostro bando Sport Missione Comune.
Le faccio un esempio: un comune che intende investire un milione di euro per la costruzione o riqualificazione di un impianto, accendendo un mutuo fino a 10 anni con l’Istituto, andrebbe a risparmiare 220mila euro di interessi che potrebbero essere investiti in altro modo per migliorare i servizi dei cittadini. In un periodo di forte crisi economica non è poco.”
Quali investimenti sono necessari per prepararsi e sfruttare la fase cruciale per lo sport italiano, iniziata con l’avvicinarsi di Milano Cortina 2026? Il punto debole del Paese sembrano essere gli impianti.
“Ospitare grandi eventi sportivi internazionali rappresenta una ricchezza economica e culturale per il Paese. Al momento l’Italia non esprime tutto il potenziale che potrebbe avere in questo settore in quanto l’elevato grado di obsolescenza degli impianti, che hanno un’età media superiore ai 60 anni, rende necessaria una nuova stagione di riqualificazione.
Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sono un’opportunità unica dato che si stima che genereranno 14 miliardi di euro d’indotto per il territorio e 2,3 miliardi di euro complessivi di impatto positivo sul Pil italiano fino al 2028. Ma è necessario vincere la sfida delle infrastrutture per poter candidare l’Italia ad ospitare sempre più eventi.
È un evento che non dovrà coinvolgere solo le Regioni ospitanti ma tutto il Paese. Sarà necessario l’impegno di tutte le istituzioni per consegnare in tempo tutte le strutture necessarie per garantire il corretto svolgimento dei Giochi.
Su cosa si sta concentrando l’attività dell’Istituto in preparazione a un evento così importante?
“Come Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A. abbiamo fornito il nostro supporto per l’acquisizione da parte di COIMA del Villaggio Olimpico di Milano, che sarà un’opera dall’alto impatto sociale per i territori e soprattutto sostenibile. Il Villaggio sarà la struttura al servizio degli atleti durante le Olimpiadi Invernali e rappresenta un vero e proprio intervento di riqualificazione urbana.
Per ICSC l’impatto sociale dei finanziamenti è un aspetto di primaria importanza, infatti lo calcoliamo attraverso l’utilizzo della piattaforma DELTA che ci permette di quantificare i benefici sociali generati da ogni euro di un nostro contributo. Vogliamo favorire la realizzazione di opere che siano in grado di coinvolgere l’intera cittadinanza, avvicinare le persone alla pratica sportiva e soprattutto che sia energeticamente sostenibili. Il Villaggio Olimpico rientra proprio in questa visione: sarà il cuore delle Olimpiadi ma, al termine, non sarà abbandonato. Anzi, diventerà lo studentato più grande d’Italia.
In questo modo, con una legacy così importante, favoriamo non solo la creazione di strutture sportive in occasione dei grandi eventi ma sosteniamo anche le infrastrutture immateriali, come la formazione delle nuove generazioni, consolidando il nostro ruolo di banca pubblica al servizio dello Sport e della Cultura.”
Avete ampliato anche la vostra sfera di intervento al settore culturale, come mai questa scelta?
“L’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale è attivo nel settore Cultura dal 2014. Con la trasformazione in Società per Azioni di diritto singolare conclusa il 1 luglio di quest’anno, abbiamo esplicitato il nostro impegno verso il Settore anche nel naming.
Abbiamo avviato già una proficua collaborazione con il No Profit e anche con gli Enti Territoriali per favorire la valorizzazione e la conservazione del nostro patrimonio storico e archeologico. Abbiamo, per esempio, sostenuto la riqualificazione dell’Auditorium di Milano o il restauro tecnologico delle Domus di Palazzo Valentini a Roma. Oltre ad una serie di interventi mirati per il recupero di teatri, biblioteche, cinema.
Negli ultimi anni abbiamo esteso il nostro perimetro d’azione anche al mondo dell’audiovisivo e del cinema sostenendo produttori, grandi e piccoli, nella produzione di opere. Si tratta di una misura che ci ha permesso di erogare oltre 80 milioni di euro e che ha permesso la realizzazione di oltre 100 opere.
Il nostro impegno non finisce qui: con la trasformazione in S.p.A. intendiamo incrementare il nostro raggio d’azione nel settore Cultura per affiancare comuni, imprese e il mondo del No Profit impegnato nella valorizzazione del nostro patrimonio.”



