Le misure necessarie al rilancio delle arene sportive e l’impegno per la valorizzazione dei vivai e del calcio femminile
Intervista a Lorenzo Casini, Presidente della Lega Serie A
Nel calcio italiano si parla sempre di riforme, ma sembra poi molto difficile realizzarle davvero. Come mai?
“È un problema non solo del calcio, purtroppo, ma in generale del Paese. Vi è infatti la tendenza a ricominciare sempre dall’inizio, senza progettualità o anche capacità di verificare l’efficacia di alcune misure. E poi vi è un tema culturale e di contesto, questo sì specifico del calcio: vi è ancora poca attenzione verso le istituzioni e il clima competitivo dal campo passa facilmente anche ad altri ambiti.
Inoltre, mancano spesso analisi, studi e documenti su cui costruire poi percorsi di riforma: anche per questo la Lega Serie A si è fatta promotrice con un pacchetto di proposte presentato già a dicembre 2022 e aggiornato di recente. Grazie a questo documento, sono state già compiute diverse iniziative e si è anche arrivati alla modifica legislativa di luglio diretta ad assicurare un maggior peso alle leghe professionistiche.”
La Serie A è in ritardo rispetto a rivali come la Premier League inglese o la Liga spagnola in termini di ricavi e pubblico globale. Come fare per invertire la tendenza?
“Su pubblico e ricavi, gli ultimi dati rilasciati dalla Uefa lo scorso settembre restituiscono una situazione in realtà diversa, anche con un ritorno di tifosi ed appassionati allo stadio. Discorso a parte va fatto per quanto riguarda la fruizione delle partite in TV. In questo caso è determinante la lotta contro la pirateria, su cui il Governo sta già facendo molto, anche per non drenare risorse dai canali legali.
Il vero punto di divario oggettivo con il resto d’Europa, però, sono gli stadi, che vanno ammodernati, rendendoli beni di interesse collettivo e luoghi vivi, anche di riqualificazione urbana ed efficientamento energetico.”
Quali impegni state portando avanti sulla valorizzazione dei giovani e del calcio femminile? Si prevede una crescita in termini di attenzione mediatica e pubblico alla serie A femminile?
“Si tratta di due ambiti che rientrano negli interventi di riforma sopra menzionati e che sono prevalentemente di competenza della FIGC. Tuttavia, per quanto possibile, la Lega Serie A ha già introdotto novità importanti per la valorizzazione dei giovani e dei vivai, come per esempio la riforma del campionato Primavera, che ha un numero minimo di calciatori convocabili in nazionale. Sono state inoltre inserite le nuove regole sulle seconde squadre e forniti tutti gli elementi necessari per dare attuazione alle nuove normative sul minutaggio dei giovani.
Per quanto riguarda il calcio femminile, i club di A hanno fatto grandi sforzi per dare vita alle squadre. Sarà importante procedere quanto prima con la creazione di una Lega femminile autonoma, che possa favorire gli aspetti organizzativi dei tornei e la gestione dei diritti audiovisivi, per assicurare la sostenibilità economico-finanziaria del movimento e permetterne la crescita.”



